Regime Forfettario: Guida per Aprire o Mantenere la Partita IVA
A cura di Stefano Biso, dottore commercialista — Studio BPSC Save
Il regime forfettario resta la scelta più diffusa per chi avvia un’attività in proprio in Italia. Paghi un’imposta sostitutiva unica, non applichi l’IVA, riduci gli adempimenti contabili. Le soglie di accesso cambiano periodicamente con le leggi di bilancio, e un requisito superato senza che tu lo sappia ti fa perdere il regime a metà anno.
Questa guida spiega come funziona, chi può accedere e quando conviene uscirne. Le soglie numeriche in vigore in questo momento te le confermiamo in consulenza, perché cambiano ogni anno.
Cos’è il regime forfettario e come funziona
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per persone fisiche con attività di impresa, arte o professione. Paghi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali. Non applichi l’IVA sulle fatture che emetti e non la detrai su quelle che ricevi.
Il reddito imponibile si calcola con un coefficiente di redditività fisso per codice ATECO, non sulle spese reali. Un consulente, ad esempio, applica un coefficiente che considera buona parte del fatturato come spesa, indipendentemente da quanto hai effettivamente speso. Il coefficiente cambia in base all’attività che svolgi.
Chi può accedere al regime forfettario
Per aprire o mantenere la partita IVA in regime forfettario devi rispettare alcuni limiti:
- Un tetto massimo di ricavi o compensi nell’anno precedente
- Un tetto massimo di spese per personale dipendente o collaboratori
- Nessuna partecipazione contemporanea in società di persone, associazioni professionali o SRL trasparenti che svolgono attività analoga
- Un limite sui redditi da lavoro dipendente o pensione percepiti nell’anno precedente, se ne percepisci
Chi supera il tetto di ricavi entro una certa soglia esce dal regime l’anno successivo. Chi lo supera oltre quella soglia esce subito, con effetto immediato dall’operazione che ha causato il superamento.
Quanto puoi risparmiare in tasse
L’imposta sostitutiva si applica con un’aliquota ordinaria, ridotta per i primi cinque anni se apri una nuova attività e rispetti i requisiti di novità (non aver svolto la stessa attività come dipendente o autonomo negli anni precedenti, fatturato non superiore a quello dell’attività precedente).
Il vantaggio rispetto al regime ordinario dipende dal tuo fatturato e dalle tue spese reali: più le spese reali sono basse rispetto al coefficiente di redditività applicato, più il forfettario conviene. Te lo calcoliamo in consulenza sul tuo caso specifico.
Come aprire la partita IVA in regime forfettario
L’apertura richiede:
- Scelta del codice ATECO corretto, che determina il coefficiente di redditività e a volte la cassa di previdenza
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate tramite modello AA9/12
- Iscrizione alla gestione INPS competente (artigiani, commercianti o gestione separata)
- Iscrizione a Cassa professionale, se la tua attività lo prevede
Il codice ATECO sbagliato è l’errore più comune. Cambia il coefficiente di redditività e a volte la cassa di previdenza a cui sei iscritto. Va scelto prima di presentare la comunicazione.
Questi passaggi valgono per l’apertura in qualsiasi regime. Per la procedura completa, leggi la guida su come aprire la partita IVA.
Quando il forfettario non conviene più
Il regime forfettario perde valore quando le tue spese reali superano stabilmente la percentuale forfettizzata dal coefficiente. In quel caso il regime ordinario, con detrazione delle spese reali, riduce il carico fiscale.
Vale lo stesso discorso se prevedi di superare il tetto di ricavi nei prossimi 12-18 mesi. Pianificare il passaggio prima che ti venga imposto evita sorprese a metà anno.
Se la tua attività cresce verso una struttura più aziendale, la pagina consulenza fiscale per aziende descrive cosa cambia nel passaggio a un regime con contabilità ordinaria.
Un commercialista a Pisa per il regime forfettario
Scegliere il codice ATECO giusto, valutare i requisiti di novità per l’aliquota agevolata, capire quando uscirai dal regime: serve competenza specifica su ognuno di questi punti, aggiornata alle norme in vigore in questo momento.
Studio BPSC segue partite IVA e liberi professionisti a Pisa da 30 anni. La pagina commercialista per professionisti a Pisa descrive il servizio completo di consulenza per partite IVA.
Il primo incontro è gratuito e senza impegno. Prenota una consulenza o chiama il 050 541198.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra regime forfettario e regime ordinario?
Nel forfettario paghi un’imposta sostitutiva fissa su un reddito calcolato con un coefficiente, senza applicare l’IVA. Nel regime ordinario applichi l’IVA, detrai le spese reali e paghi IRPEF a scaglioni progressivi. Il forfettario conviene quando le spese reali sono inferiori alla quota forfettizzata dal coefficiente.
Posso passare dal regime ordinario al forfettario?
Sì, se rispetti tutti i requisiti di accesso in vigore. Comunichi il passaggio con la dichiarazione IVA dell’anno precedente o con la comunicazione di inizio attività, secondo i casi.
Cosa succede se supero il tetto di ricavi?
Dipende da quanto lo superi. Sotto una certa soglia resti nel regime per l’anno in corso e ne esci dall’anno successivo. Sopra quella soglia esci subito, con l’obbligo di applicare l’IVA dalla fattura che ha causato il superamento. Le soglie esatte te le confermiamo in consulenza, perché variano con le leggi di bilancio.
Il regime forfettario vale anche per chi ha già un lavoro dipendente?
Sì, con un limite sul reddito da lavoro dipendente o pensione dell’anno precedente. Il valore esatto della soglia cambia periodicamente — verificalo con noi prima di aprire la partita IVA per evitare di scoprirlo a danno fatto.
Regime Forfettario: Guida per Aprire o Mantenere la Partita IVA
A cura di Stefano Biso, dottore commercialista — Studio BPSC Save
Il regime forfettario resta la scelta più diffusa per chi avvia un’attività in proprio in Italia. Paghi un’imposta sostitutiva unica, non applichi l’IVA, riduci gli adempimenti contabili. Le soglie di accesso cambiano periodicamente con le leggi di bilancio, e un requisito superato senza che tu lo sappia ti fa perdere il regime a metà anno.
Questa guida spiega come funziona, chi può accedere e quando conviene uscirne. Le soglie numeriche in vigore in questo momento te le confermiamo in consulenza, perché cambiano ogni anno.
Cos’è il regime forfettario e come funziona
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per persone fisiche con attività di impresa, arte o professione. Paghi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali. Non applichi l’IVA sulle fatture che emetti e non la detrai su quelle che ricevi.
Il reddito imponibile si calcola con un coefficiente di redditività fisso per codice ATECO, non sulle spese reali. Un consulente, ad esempio, applica un coefficiente che considera buona parte del fatturato come spesa, indipendentemente da quanto hai effettivamente speso. Il coefficiente cambia in base all’attività che svolgi.
Chi può accedere al regime forfettario
Per aprire o mantenere la partita IVA in regime forfettario devi rispettare alcuni limiti:
- Un tetto massimo di ricavi o compensi nell’anno precedente
- Un tetto massimo di spese per personale dipendente o collaboratori
- Nessuna partecipazione contemporanea in società di persone, associazioni professionali o SRL trasparenti che svolgono attività analoga
- Un limite sui redditi da lavoro dipendente o pensione percepiti nell’anno precedente, se ne percepisci
Chi supera il tetto di ricavi entro una certa soglia esce dal regime l’anno successivo. Chi lo supera oltre quella soglia esce subito, con effetto immediato dall’operazione che ha causato il superamento.
Quanto puoi risparmiare in tasse
L’imposta sostitutiva si applica con un’aliquota ordinaria, ridotta per i primi cinque anni se apri una nuova attività e rispetti i requisiti di novità (non aver svolto la stessa attività come dipendente o autonomo negli anni precedenti, fatturato non superiore a quello dell’attività precedente).
Il vantaggio rispetto al regime ordinario dipende dal tuo fatturato e dalle tue spese reali: più le spese reali sono basse rispetto al coefficiente di redditività applicato, più il forfettario conviene. Te lo calcoliamo in consulenza sul tuo caso specifico.
Come aprire la partita IVA in regime forfettario
L’apertura richiede:
- Scelta del codice ATECO corretto, che determina il coefficiente di redditività e a volte la cassa di previdenza
- Comunicazione all’Agenzia delle Entrate tramite modello AA9/12
- Iscrizione alla gestione INPS competente (artigiani, commercianti o gestione separata)
- Iscrizione a Cassa professionale, se la tua attività lo prevede
Il codice ATECO sbagliato è l’errore più comune. Cambia il coefficiente di redditività e a volte la cassa di previdenza a cui sei iscritto. Va scelto prima di presentare la comunicazione.
Quando il forfettario non conviene più
Il regime forfettario perde valore quando le tue spese reali superano stabilmente la percentuale forfettizzata dal coefficiente. In quel caso il regime ordinario, con detrazione delle spese reali, riduce il carico fiscale.
Vale lo stesso discorso se prevedi di superare il tetto di ricavi nei prossimi 12-18 mesi. Pianificare il passaggio prima che ti venga imposto evita sorprese a metà anno.
Se la tua attività cresce verso una struttura più aziendale, la pagina consulenza fiscale per aziende descrive cosa cambia nel passaggio a un regime con contabilità ordinaria.
Un commercialista a Pisa per il regime forfettario
Scegliere il codice ATECO giusto, valutare i requisiti di novità per l’aliquota agevolata, capire quando uscirai dal regime: serve competenza specifica su ognuno di questi punti, aggiornata alle norme in vigore in questo momento.
Studio BPSC segue partite IVA e liberi professionisti a Pisa da 30 anni. La pagina commercialista per professionisti a Pisa descrive il servizio completo di consulenza per partite IVA.
Il primo incontro è gratuito e senza impegno. Prenota una consulenza o chiama il 050 541198.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra regime forfettario e regime ordinario?
Nel forfettario paghi un’imposta sostitutiva fissa su un reddito calcolato con un coefficiente, senza applicare l’IVA. Nel regime ordinario applichi l’IVA, detrai le spese reali e paghi IRPEF a scaglioni progressivi. Il forfettario conviene quando le spese reali sono inferiori alla quota forfettizzata dal coefficiente.
Posso passare dal regime ordinario al forfettario?
Sì, se rispetti tutti i requisiti di accesso in vigore. Comunichi il passaggio con la dichiarazione IVA dell’anno precedente o con la comunicazione di inizio attività, secondo i casi.
Cosa succede se supero il tetto di ricavi?
Dipende da quanto lo superi. Sotto una certa soglia resti nel regime per l’anno in corso e ne esci dall’anno successivo. Sopra quella soglia esci subito, con l’obbligo di applicare l’IVA dalla fattura che ha causato il superamento. Le soglie esatte te le confermiamo in consulenza, perché variano con le leggi di bilancio.
Il regime forfettario vale anche per chi ha già un lavoro dipendente?
Sì, con un limite sul reddito da lavoro dipendente o pensione dell’anno precedente. Il valore esatto della soglia cambia periodicamente — verificalo con noi prima di aprire la partita IVA per evitare di scoprirlo a danno fatto.
